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Pensiamo che la spazzatura campana che mandiamo in Germania (a caro prezzo) venga bruciata. Falso. I tedeschi trattano quei rifiuti in modo intelligente ottenendo dalla parte secca materie prime (plastica, metallo, vetro, ecc) da rivendere alle industrie, dalla parte umida (gli scarti alimentari) acqua e gas da usare come combustibile, e dalla parte meno riciclabile ricavano sabbie per materiale edilizio. A finire negli inceneritori è solo una piccolissima parte, che spesso viene azzerata. Questo lo spiega all’Ansa il portavoce del Ministero dell'Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente è finito in discarica.
Noi paghiamo affinché si prendano la nostra immondizia e loro la trattano e la rivendono con un doppio guadagno. Per i tedeschi siamo degli ottimi (a tal punto da risultare fessi) clienti.
L’alternativa a discariche e inceneritori si chiama raccolta differenziata e, per i rifiuti indifferenziati (nel caso di Napoli), trattamento meccanico-biologico (TMB).
Essa è una tecnologia di trattamento a freddo dell’immondizia non differenziata che sfrutta l'abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica (un processo che trasforma l’umido in gas) e il compostaggio (il trattamento per fare diventare gli scarti di cucina fertilizzante). Appositi macchinari separano la frazione umida dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti ecc.); quest'ultima frazione può essere riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti (CDR) rimuovendo i materiali incombustibili. Ultimamente con la tecnica TMB si è arrivati ad incenerimento zero. Anche la parte tradizionalmente considerata non riciclabile viene triturata fino a diventare sabbia per materiale edile.
Ci sono impianti di trattamento meccanico-biologico negli Stati Uniti e in diversi posti nel mondo (per un totale di 146, di cui ben 50 realizzati dopo il 2005), come a Munster in Germania, a Sidney (un impianto da ben 170.000 tonnellate l’anno gestito dall’australiana Global Renewables che ha anche vinto un grosso appalto nella contea inglese del Lancashire dopo la forte opposizione della popolazione alla costruzione di un inceneritore) e a Tel Aviv gestito da Arrowbio (di cui potete vedere sotto un interessante video esplicativo). Ma, senza andare lontano, a casa nostra, oltre al sistema Thor elaborato dal CNR (di cui abbiamo già parlato), esattamente a Vedelago, in provincia di Treviso, è attivo da anni un impianto TMB per il trattamento dei rifiuti che adesso arriva al riciclo del 95% dei rifiuti in entrata e che trasforma la parte rimanente in materiale inerte riutilizzabile (nel sito trovate un video che spiega tutto il processo).
Con questo sistema di Vadelago tutto è riciclabile dimostrando che la discarica e l’incenerimento non sono assolutamente la soluzione più conveniente.
Il futuro è rifiuti zero: riduzione critica della produzione di immondizia, raccolta differenziata porta a porta e, per la parte indifferenziata, trattamento meccanico biologico. Questa soluzione, oltre a non avere ricadute per la salute dei cittadini, crea materie prime (plastiche, carta, metalli, biogas, e acqua) e posti di lavoro. Dunque ricchezza per tutti.
L’incenerimento e le discariche creano dimostrati danni alla salute per gli abitanti delle zone limitrofe e ricchezza solo per le aziende costruttrici degli impianti.
Zanzara Nunveregghepiù
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