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Il Ministro Dell’Istruzione e dell’Università, Mariastella Gelmini, ieri ha dichiarato le linee guida del suo Ministero: stipendi europei per i docenti, merito e valutazione per gli insegnanti, maggiore antonimia per le scuole e più disciplina nelle classi. Il Ministro però non ha parlato del grosso problema del precariato nella scuola. Non vorremmo che la contropartita per questa promessa di aumento retributivo sia il blocco delle assunzioni.
Giorni fa ci è pervenuta una lettera che ci pare molto pertinente alla notizia e commentare bene lo stato d’animo di molti insegnanti italiani. Una lettera aperta al Ministro.
“Egregio Ministro,
Sono un insegnante, e dal momento che Lei è il mio massimo referente spero abbia la pazienza di leggere questa lettera che credo rappresenti il sentire di molti lavoratori dell’istituzione che Lei conduce.
Ho scoperto con un certo stupore che Lei ed io abbiamo esattamente un anno e due giorni di differenza di età. Stesso mese, quasi stesso giorno (io il tre), e solo un anno di differenza. Eppure, se guardo
Stimato Ministro, sono convinto che Lei,
Mio padre ha dei negozi di elettronica ma io sin da ragazzino ho preferito studiare e ho voluto fare l’insegnante, non mi sono ritrovato docente per caso. Eppure, dopo 8 anni di precariato, mi sento bloccato, quasi in trappola. Il mio stipendio non ha scatti di anzianità perché sono precario, non posso accedere al programma Comenius per l’aggiornamento dei docenti perché sono precario, non posso prendere incarichi di responsabilità perché sono precario, non posso sperare nel prossimo futuro di fare carriera nella scuola (cioè diventare Dirigente scolastico) perché bisogna aver maturato un tot di anni di ruolo, ma io, fino a quando rimango precario, non maturo nulla.
E intanto sto vedendo passare la mia vita davanti.
Ho lasciato la mia terra per andare nel milanese dove le possibilità di insegnamento sono maggiori, qui ho vissuto per 7 anni in coabitazione con degli estranei perché non potevo permettermi l’affitto di una casa tutta per me (a vent’anni può essere divertente, ma a trenta diventa mortificante) e da un anno convivo con la mia compagna con la quale recentemente ho comprato casa, ma ciò grazie al fatto che lei è un’insegnante di ruolo e quindi ha fatto lei da garante (e la mia umiliazione è stata quella di dimostrarmi incapace di garantire alcunché alla donna che amo).
Quando entusiasta mi iscrissi alla SSIS in segreteria mi avevano detto: “stia tranquillo che se supera l’esame di immissione e consegue l’abilitazione poi in giro di uno due anni diventerà di ruolo infatti il corso è a numero chiuso proprio perché i posti sono calcolati in base alla domanda programmata”. Mi abilitai (ricco delle tantissime cose che lì ho imparato) e da allora è stata una guerra di ricorsi e contro ricorsi, punti dati e punti tolti, sali e scendi nelle graduatorie (i suoi collaboratori le avranno spiegato della ‘guerra tra poveri’, tra precari, che c’è stata durante il Ministero Moratti). Io personalmente sono stato anche molto attivo al riguardo: redattore per i due anni di un sito di informazione scolastica da 16.000 contatti al giorno (nei motori di ricerca troverà traccia di tantissimi miei articoli), attivista in alcune associazioni di insegnanti, ho personalmente incontrato l’ex Sottosegretario Aprea, l’ex Vice Ministro Possa, il responsabile nazionale scuola Mario Mauro, e tanti altri. Ho sempre chiesto meritocrazia e dignità per i lavoratori della scuola. Ho ottenuto tante promesse e questa lunga e vuota attesa come risultato.
Mi avessero detto, prima di investire due anni di studio nella SSIS, che avrei aspettato per tanti anni senza mai nulla sapere del mio futuro avrei sicuramente scelto un’altra strada. Mi ricordo che durante il primo anno della scuola di specializzazione rinunciai perfino all’assunzione in una importante banca a Milano. Chissà come sarebbe adesso la mia vita. Sicuramente sarei meno incerto sul mio futuro, certamente meno amareggiato e deluso dallo Stato per cui ho sacrificato la mia carriera. Ma cosa faccio? dopo otto anni e tanti punti lascio tutto e cambio mestiere? Butto anni e anni di brillante studio specialistico e di lavoro e il relativo punteggio? Mi dico resisti, hai aspettato tanto aspetta ancora un po’. Ma intanto il tempo passa. Se solo avessi una data, una certezza. Potrebbero esse uno, due, quattro e chissà quanti anni. Ma ormai ogni mese di attesa è straziante.
Egregio Ministro, mi rivolgo a Lei come mia coetanea (spero non si offenda) ma sono questi i nostri anni migliori, dove le energie sono più grandi, le capacità intellettuali più alte, e il contributo che possiamo dare alla società di maggiore forza. Eppure tutto questo sta svanendo per me e per centinaia di migliaia di altri giovani donne e uomini. Tanta potenzialità sprecata. Che vergogna. Il danno è per tutti, per questi lavoratori umiliati ma è anche e soprattutto per il nostro Paese che non si può avvalere del loro prezioso e insostituibile apporto.
Questo è un serio dramma per l’Italia, soprattutto in un settore così strategico come
Lei, Egregio Ministro, ha avuto la fortuna e sicuramente le capacità per arrivare dove è arrivata, io vorrei semplicemente un trattamento dignitoso da parte dello Stato, un giusto riconoscimento per il delicato lavoro che svolgo e, soprattutto, la possibilità di provare quello che valgo, di crescere e di lavorare con continuità.
Egregio Ministro, Lei che è stata tanto capace e fortunata, adesso che ne ha il potere, darà a me e a tantissimi nostri coetanei questa legittima possibilità?
Lettera Firmata”
Di seguito il raffronto grafico delle retribuzioni degli insegnanti di scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore) dei paesi europei pubblicato sul Corriere della Sera del 11/06/2008:

