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Guido Bertolaso, neo-sottosegretario ai rifiuti nominato da Berlusconi per risolvere l’emergenza della spazzatura a Napoli, ha prospettato le seguenti direttive: termine dei lavori per l'inceneritore di Acerra da affidare a Impregilo, far partire la costruzione di altri tre termovalorizzatori a Santa Maria
Ma se, come dimostrato nonostante quello che ci vogliono fare credere, inceneritori e discariche sono pericolosi, perché questa ostinazione verso questo tipo di soluzione? E perché così tanti impianti di incenerimento?
La produzione giornaliera di rifiuti in Campania è di 7000 tonnellate. Se moltiplichiamo questa cifra per un anno arriviamo a circa 2.500.000 tonnellate l’anno. Il termovalorizzatore di Acerra è da 750.000 tonnellate l’anno, ma se a questa cifra si aggiungono altri tre impianti dalla portata simile si arriva ad una quota di oltre 3.000.000 tonnellate. Questo significa che si sta ipotizzando addirittura di vedere aumentare la produzione dell’immondizia sensibilmente e che non si sta minimamente prendendo in considerazione la raccolta differenziata (questa infatti farebbe diminuire la quantità di immondizia da bruciare). Quando Bertolaso afferma che è necessario “un incremento notevole della raccolta differenziata, "madre di tutte le battaglie”” sta mentendo e sa di farlo.
Perché questa corsa all’inceneritore?
Perché in gioco c’è il Cip6, e cioè quel 6% trattenuto dalle nostre bollette (quindi pagato da noi) per le “energie rinnovabili e assimilate” che dovrebbero andare alle energie pulite (solare, eolico, ecc) e che invece va in gran parte a chi produce energia con i termovalorizzatori (che inquinano, quelli moderni meno di quelli vecchi, ma inquinano comunque) grazie alla parolina ‘assimilate’. Si parla di una posta in gioco altissima: centinaia di milioni di euro.
E perché la politica vuole regalare questo mare di soldi (nostri) ai costruttori di termovalorizzatori a danno della raccolta differenziata, delle energie pulite e a danno della salute dei cittadini? Chi sono questi imprenditori che riceveranno tutti questi milioni di euro a prezzo di tanti morti per tumore?
Dietro alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti è l’Impregilo, il principale gruppo italiano nel settore delle costruzioni e dell'ingegneria, il gruppo è il primo General Contractor italiano nel settore delle grandi opere. L’appalto fu vinto dalla FIBE (Gruppo Impregilo) nel 2000 grazie al ridotto tempo di realizzazione degli impianti di incenerimento. I tempi di realizzazione dell'inceneritore di Acerra previsti erano di 300 giorni. Al
Bertolaso decide che a terminare l’impianto di Acerra deve essere sempre Impresilo, nonostante ci sia un processo contro la stessa per non essere riuscita ad onorare l’impegno.
Impregilo è anche la vincitrice dall’appalto per il ponte sullo stretto di Messina, opera tanto cara a Berlusconi e aggiudicata con un contratto tanto svantaggioso per lo Stato Italiano che Report ne ha fatto oggetto di diverse inchieste giornalistiche (l’ultima il 18/05/08 che fa un po’ un riassunto delle vicende).
Ma chi sono i signori dietro Impregilo?
Salvatore Ligresti e Marcellino Gavio, due grossi imprenditori italiani che, come possiamo leggere su Wikipedia, hanno avuto diversi problemi con la giustizia per tangenti soprattutto nel periodo di tangentopoli.
Dunque perché affidarsi ad un gruppo che ha avuto nel recente passato vari scandali che hanno riguardato atti di corruzione e concussione le cui conseguenze pratiche sono state l'enorme ritardo nel completamento dell'opera e/o un indiscriminato aumento dei costi di realizzazione? Perché consegnare a tale gruppo i nostri soldi a spese del bene dell’ambiente e della salute pubblica? La risposta non starà per caso proprio nella capacità dimostrata in passato da questi signori nel corrompere la politica?
E perché non si cercano anche altre strade? Ovviamente non c’è un’unica soluzione ma una virtuosa combinazione di diverse opzioni. Raccolta differenziata in primis e non a parole, separazione meccanica dei rifiuti per sconfiggere l’emergenza grazie all’utilizzo di dispositivi come Thor, e per le parte rimanente, principalmente nel periodo dell’emergenza, l’incenerimento (da ridurre man mano che l’emergenza si esaurisce e aumenta la quantità di spazzatura differenziata).
Cos’è Thor? Questo nome è un mistero per tanti perché alcuni vogliono che si parli solo di ciò che è per loro più redditizio, discariche e termovalorizzatori. Del resto si deve parlare il meno possibile. THOR è una tecnologia sviluppata dal CNR e dalla società ASSING SpA, per il trattamento meccanico dell’immondizia solida urbana e la produzione di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) in polvere. Il sistema riesce a separare la frazione di inerti (materiali metallici, vetro) e di rifiuti contenenti cloro (plastiche PVC) e la successiva macinazione della frazione combustibile per la produzione di cdr. Ovviamente c’è anche una parte di scarto e abbiamo chiesto direttamente ai responsabile del progetto cosa se ne fa della quota non valorizzabile. Ci hanno risposto che lo scarto “è assai simile al prodotto "compound" che viene quotidianamente venduto alle industrie dei manufatti in plastica riciclata e quindi la sua migliore destinazione è come carica inerte in materiali plastici da recupero, in quanto già micronizzata o in alleggerimento di matrici cementizie”.
Insomma, dell’immondizia si può recuperare tutto, e se ne può anche trarre ricchezza per la collettività come fanno all’estero dove la strada degli inceneritori viene sempre più messa da parte per percorsi alternativi che creano posti di lavoro per tanti.
In Italia si è finora scelto invece di creare ricchezza diversamente e cioè per i pochi che costruiscono i grandi impianti e gestiscono i traffici di spazzatura, il tutto senza minimo rispetto per l’ambiente e per le leggi come le indagini stanno dimostrando.
Bertolaso ieri ha detto che l'inchiesta della magistratura di Napoli sulla gestione dei rifiuti in Campania sta complicando gli sforzi per uscire dall'emergenza, indagini che coinvolgono tra gli altri l'ex braccio destro di Guido Bertolaso e che riguardano la gestione dello smaltimento da parte del Commissariato di governo e delle società del gruppo Impregilo Fibe, Fibe Campania, Fisia, Fisia Italimpianti.
Certo, ci rendiamo conto che senza indagine sarebbe tutto più semplice, per loro.
Zanzara Nunveregghepiù
THOR - L'ALTERNATIVA ALL'INCENERITORE
