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Lo abbiamo letto e vi assicuriamo che si tratta di vero giornalismo: impetosi contro i potenti, non fanno sconti, nè alla destra nè alla sinistra.
Finalmente giornalismo indipendente!
Editoria, ecco Il Fatto Quotidiano
Esce nelle edicole il quotidiano di Antonio Padellaro che conta già 28000 abbonati. Niente finanziamenti pubblici e proprietà in mano ai redattori per garantire indipendenza. Tra le firme Gomez, Colombo e Travaglio
Mercoledí 23.09.2009 10:42
Dopo mesi di Ante-Fatto, arriva nelle edicole il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, che può già contare su 28000 abbonati. Non in tutte, però. Per il lancio, infatti, sono state scelte solo le città maggiori, per tagliare i costi di distribuzione. Avvio ottimistico: prima delle 8 esaurite tutte le copie in molte rivendite milanesi.
1,20 euro per sedici pagine, sei giorni a settimana, Il Fatto Quotidiano si presenta come un caso, raro in Italia nel cartaceo, di editoria pura: la proprietà è dei redattori e di piccoli azionisti e non verranno percepiti i finanziamenti pubblici.
Antonio Padellaro e Marco Travaglio
Redazione giovane e di spicco (16 giornalisti in media tra i 30 e i 40 anni, tra cui Luca Telese, Beatrice Borromeo, ma anche Furio Colombo, Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio) per un target che si annuncia giovane: "Il 60% degli abbonati ha scelto la versione pdf del giornale", ha detto Padellaro. Segno che anche i giovani sono interessati alla politica e all'approfondimento
Prima pagina del primo numero dedicata a Gianni Letta, indagato per abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata.
C'era da aspettarselo, per un nuovo giornale che si voglia abbia come riferimento l'ex pubblico ministero Antonio Di Pietro e che comprende tra i suoi giornalisti alcuni magistrati. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, come riferisce appunto il giornale diretto da Antonio Padellaro, sarebbe indagato dalla procura di Lagonegro, in provincia di Potenza.
Come era nelle attese quindi, il nuovo quotidiano si contraddistingue subito per una scelta di tipo politico-giudiziario, per una linea di inchiesta che andra' presumibilmente a cercare, anche in futuro, notizie (o presunte tali) legate al mondo dei pubblici ministeri e delle loro attività e relative a questo o a quel politico, nazionale o locale che sia.
In prima pagina, di spalla, l'editoriale di presentazione del direttore, dal titolo "Linea politica la Costituzione".
''Ci chiedono - scrive Padellaro - quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo: la Costituzione della Repubblica''. Il direttore de Il Fatto sottolinea che ''questa non è retorica ma drammatica realtà. Cosa c'è di più rivoluzionario, in un Paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell'imperatore e dei suoi cortigiani? E l'art. 21 quando afferma che l'informazione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure? Vi sembra che il direttore del Tg1 ne tenga conto quando decide che gli italiani non devono sapere nè delle prostitute a casa Berlusconi nè degli insulti di Brunetta?''.
Padellaro chiarisce che Il Fatto sarà ''un giornale d'opposizione. A Berlusconi certo'' ma ''non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non è riuscita a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi, troppe ambiguità''.
Fonte: http://www.affaritaliani.it/mediatech/ecco_fatto_di_travaglio230909.html
Il trailer del film è stato censurato e quindi non lo vedrete in TV, ma il film va assolutamente visto.
Ecco il trailer che non vogliono farci vedere.
"Videocracy" storia delle TV di un Puttaniere - di Luciano Granieri
“Videocracy” è un documentario girato da Erik Gandini in cui si descrive l’importante ruolo giocato dalle televisioni commerciali nell’orientare il cambiamento prodottosi in Italia da trent’anni a questa parte. Guarda caso nel nostro paese il padrone unico delle TV commerciali (Rai compresa) è Silvio Berlusconi. Erik Gandini è un italiano che vive in Svezia per poter continuare a rimanere un cineasta indipendente. Nel documetnario, molto apprezzato dagli Svedesi che lo hanno già visto nella loro TV trasmesso in tre prime serate, si spiega come la televisione abbia cambiato anche il senso morale della vita italiana . Un mondo patinato in cui è diffuso il desiderio assoluto di apparire, di sbattersi fino alla morte pur di avere anche un minimo momento di visibilità sul piccolo schermo. Vengono veicolati disvalori che prima erano vissuti con pudore come l’egoismo e il narcisismo. L’onestà non è più così importante anzi , la furbizia assurge a valore assoluto da ostentare. Il film distribuito in Italia dalla Fandango di Domenico Procacci, sarà proiettato il prossimo 3 settembre nell’ambito della 66° mostra cinematografica di Venezia, sezione indipendenti , e debutterà nelle sale il giorno successivo. Il documentario è importante, fra l'altro, perchè segna in Italia il debutto della par condicio anche negli spot pubblicitari. Infatti Mediaset e la Rai si sono rifiutati di trasmettere il trailer di promozione del film, perchè considerano il documentario “un attacco politico al governo italiano” lo spot potrà andare in onda solo se la Fandango consentira il passaggio dopo ogni trailer di un intervento a favore del governo.... E’ come se ad ogni spot su un film di cow boy, debba corrispondere il trailer di una proiezione dedicata agli indiani . Riportiamo una parte a dir poco grottesca del comunicato che la Rai ha inviato alla Fandango “ Il film cita le TV del Presidente del Consiglio e alcuni suoi programmi caratterizati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime, si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all’ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulanando illazioni che tali caratteristiche sarebbero emerse già in passato nel corso dell’attività di imprenditore televisivo” Tradotto: Le immagni di donne “prive di abiti” che il cavaliere mostra nelle sue trasmissioni potrebbero far insorgere il sospetto che fosse un puttaniere già prima delle vicende attuali legate a Noemi Letizia e Patrizia D’Addario. Insomma siamo al delirio puro. Comunque AUT, che è contro ogni forma di censura, vi mostra il trailer incriminato. Non possiamo fare a meno di notare così come affermato dallo stesso Gandini che tale demente decisione non farà che aumentare l’interesse attorno al film.
Buona Visione
01 settembre 2009 - dp
La protesta si allarga a macchia d'olio, soprattutto al Sud. Numerosi gli atti estremi, come occupazioni di USP, incatenamenti, presidi.
Da sei giorni a Palermo due assistenti tecnici fanno lo sciopero della fame.
A Benevento da due giorni sette precarie sono salite sul terrazzo dell'Ufficio scolastico provinciale.
Mentre ad Agrigento la Rete Scuola Precari ha annunciato, con un comunicato, un presidio permanente dei docenti ed ATA.
Anche le associazioni di genitori sono preoccupate e i docenti precari incassano la loro solidarietà, come si può legger in un comunicato giunto in redazione
Da ieri le proteste hanno riguardato anche la piccola provincia di Ragusa, dove 200 famiglie perderanno il lavoro.
A Catania oggi dalle ore 09.00 i docenti precari si riuniranno davanti all'USP di via Nicola Coviello, per un sit-in/presidio. Mentre le nomine continuano nel caos per il continuo spostamento delle operazioni, prima sul sostegno e ieri anche per i docenti di lettere delle scuole medie.
A messina, ieri, i docenti si sono riuniti davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico Provinciale dalle ore 09:00 per manifestare il loro disappunto contro i tagli.
Da Salerno, giungono notizie di iniziative che vedrà, alle ore 12.00, una delegazione del comitato precari incontrare il direttore dell'USR di Napoli Alberto Bottino e mercoledì 2 settembre, alle ore 16.00, presidiare il Palazzo della Provincia di Salerno. Per poi spostarsi, alle ore 18,00 presso la Sala Vittoria, sita in Via Roma, per manifestare le ragioni al segretario del PD On. Franceschini.
Anche le province del Nord partecipano alle proteste per i tagli.
A Milano alcuni docenti precari oggi si incateneranno davanti all'Usp (Ufficio scolastico provinciale), in via Ripamonti 58.
A Torino ci sarà un sit-in all'Usp dalle 11.30 alle 15.
Venezia ha indetto un'assemblea per lunedì 14 settembre, primo giorno di scuola per tutta la scuola veneta.
Il 17 settembre prossimo, la Flc-Cgil sarda ha promosso un sit-in davanti alla Direzione scolastica regionale e all’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, nonche’ davanti agli uffici scolastici provinciali di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari.
fonte: http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article23659.html
Si moltiplicano le azioni dei precari che dopo anni di servizio e di studio vengono cacciati via dalla scuola.
A seguire un video dell’azione dei precari di Salerno e un articolo che racconta quello che sta succedendo nei CSA di diverse città italiane.
Diffondete!
27 agosto 2009 - red
Occupazione di alcuni USP e sciopero della fame a Palermo. Pubblichiamo alcuni interventi e comunicati stampa sulle iniziative di protesta dei precari contro i tagli, che si stanno svolgendo in tutta Italia.
Antonio Manno:
Un gruppo di docenti precari della provincia di Trapani ha appena occupato l'Ufficio Scolastico Provinciale di Trapani per protestare contro i tagli selvaggi del Ministro Gelmini imposti alla scuola di ogni ordine e grado. Si sono incatenati dietro la porta del vice provveditore Dott.ssa Savoca che non ne ha voluto sapere di riceverli nonostante la mediazione dei sindacati presenti. I precari che hanno occupato sono circa una ventina. Si prega di dare la massima diffusione a questa notizia. Grazie.
Rosalinda Gianguzzi
Ieri in una calda giornata d'agosto, ormai troppo comune, il clima a Palermo, si fa rovente.
Alle convocazioni dell'Ufficio scolastico provinciale di Palermo, per il solito rituale estivo di assegnazione di incarichi per il personale non docente, chiamato ATA, contro le più nere aspettative più di 450 persone (NON NUMERI PERSONE) rimangono per la prima volta, dopo anni e anni di servizio per lo stato senza lavoro.
Questo è solo l'inizio, degli effetti della mannaia messa in atto dal duo Gelmini Tremonti.
Sono solo le prime convocazioni, lo stesso tragico rituale si ripeterà per tutte le classi di concorso.
Gli animi si riscaldo, 50 colleghi, occupano il provveditorato, 2 di loro iniziano lo sciopero della fame.
Inizia un presidio pemanente.
Un ombrellone una sdraio, e Russo Giacomo, e Di Maggio Paolo sposato, padre, (non 2 numeri di graduatoria due persone VERE) decidono di iniziare lo sciopero della fame e dormire PER STRADA davanti l'USP.
Oggi vado ad incontrarli, ci si aspetta di trovare animi accesi, facinorosi di sinistra tendenti al non global, pannelliani polititicizzati che rivendicano e portano avanti istanze precise.
E' spiazzante vederli conoscerli.
Due ragazzi, o meglio 2 uomini, pacati, pallidi parlano molto lentamente, per la fame e soprattutto spiegano loro, per il fatto di avere diviso un'unica sdraio per tutta la notte.
Danno l'impressione di essere fosforescenti, per il pallore, in mezzo i tanti corpi abbronzati che sono li per sostegno, anche solo a dire grazie, bravi, coraggio, non siete soli.
Chiedo loro come stanno, e se hanno bisogno di qualcosa, un medico, un succo, un integratore.
Sono FERMISSIMI, non vogliono nulla.
Spiego loro che la loro protesta ha un senso, se resistono quanto più possibile, e per questo devono assumere almeno tre cappuccini al giorno o 2 succhi o qualche integratore.
Con la voce provata dagli stenti, ma sereni, rispondono con gentilezza e con un disarmante "non spendere soldi!", che mi fa affiorare le lacrime agli occhi.
Lacrime di rabbia, di impotenza, ma non voglio dare loro l'impressione di nutrire sentimenti di pietà, che sarebbero offensivi per chi come loro sta dimostrando, coraggio, dignità e una forza che merita veramente grande ammirazione!
Ho sentitoin questo anno di lotta INASCOLTATA molti proclami del tipo "dovremmo bloccare tutto....dovremmo incatenarci....dovremmo fare lo sciopero della fame...."
PAROLE!
Loro non hanno detto nulla, sono andati li, e hanno fatto "ciò che andava fatto", come mi dice Giacomo.
Mi dice che non sa quanto riuscitrà, ma VUOLE FARLO, DEVE FARLO!
Vorrebbero un po' di visibilità, vorrebbero SOLIDARIETA' VERA, vorrebbero semplicemente essere ascoltati.
Una collega dei Cobas dice loro "DOBBIAMO BLOCCARE LE CONVOCAZIONI, NON FARE PARTIRE L'ANNO SCOLASTICO, COSì MORITE DI FAME SENZA CHE NE DIANO NEANCHE NOTIZIA!".
Ha ragione penso.
Loro dicono che vogliono rimanere nella legalità, che non vogliono impedire a nessun collega di prendere l'incarico, facendogli perdere soldi.
Il loro obiettivo è di essere un collante, non mettersi contro altri colleghi.
C'è chi dice di mangiare perchè tanto se non arriva un medico non è servito a nulla, qualcun'altro "esperto", dice loro che bisogna prepararlo prima, devono ridurre le calorie in maniera graduale e devono avvisare la stampa, deve venire un medico dalla prefettura.
Loro ringraziano, dicono di non essere esperti, e che a loro va bene così, hanno improvvisato tutto ieri, non sapevano nulla di come si fa uno sciopero della fame e che continueranno fin quando non avranno risposte (o il fisico reggerà).
Arriva qualche giornalista di stampa locale, qualche politico dell'opposizione a dargli una pacca sulla spalla, qualche sindacalista ( CLAMOROSAMENTE POCHI), e il sostegno di noi colleghi.
Questi sono quelli che vogliono far passare per i soliti 4 pirla di sinistra che girano per l'Italia per contestare.
E' scomodo pensare che sono solo 2 uomini che hanno perso il lavoro.
Su internet si leggono commenti del tipo "è finita la manna", "non è un ministro che può cercarti il lavoro" , mi interrogo solo su che tipo di persone possono scrivere cose del genere.
E penso che è vero, se per manna s'intendono 1200 euro che permettevano a molti di noi una vita dignitosa E' FINITA!
E penso che non abbiamo mai chiesto a nessun ministro di trovarci un lavoro.
Chiediamo solo a questo governo di NON CONTINUARE A TOGLIERE POSTI A CHI LAVORA GIA?!
E cerchiamo con le nostre proteste di affermare un principio che non necessita essere grandi economisti per capirlo: tagliando su posti di lavoro, per dare contentini assistenzialistici, non può prodursi ricchezza.
Per avere fiducia, per spendere, bisogna avere uno stipendio!
E' per questo che a chi scrive certi commenti, a chi ci governa, a chi dovrebbe tutelarci, a chi preferisce inserire notizie inutili facendo finta di non vedere, di non sapere, e a chi demanda, chiedo di andare all'uSP di Palermo, guardarli in faccia, i nostri nuovi eroi, per rendersi conti che i tagli non sono solo numeri da mettere a posto, ma tagli di teste di vite, di speranze.
E' per questo che oggi vi chiedo di guardare queste foto, scattate male con un cellulare, di questi nuovi eroi: e come dice Gioacomo, FARE SEMPLICEMENTE CIo' CHE VA FATTO!
Claudia:
Da lunedì 24 agosto presidio permanente giorno e notte dei lavoratori della scuola della provincia di Matera presso Ufficio Scolastico Provinciale di Matera La scure dei tagli che si è abbattuta sulla provincia sembra rispondere ad un chiaro tentativo di eliminare questa piccola regione dal territorio nazionale, i sindaci dei piccoli paesi non hanno personale per garantire la regolare apertura delle scuole, le convocazioni tempo determinato sono ridotte a zero o quasi, i ruoli sono una piccola manciata insignificante; dopo la chiusura delle fabbriche del comparto del salotto, la Basilicata sta diventando una regione fantasma; in questi giorni sono stati chiamati ad un confronto con tutto il personale precario della provincia il prefetto di Matera, il sindaco della città, il presidente della Provincia, il governatore della regione Basilicata, tutta la giunta regionale e provinciale: i precari della scuola insieme ai sindacati cgil, cisl, snals, gilda vogliono delle risposte e chiedono provvedimenti urgenti per salvare i posti di lavoro; si stanno vagliando proposte risolutive che non siano solo tampone, ma prendano atto anche della mannaia finale che si abbatterà sulla scuola nell'anno 2010-2011. il popolo lucano NON CI STA!Una regione ricchissima di petrolio che non conosce alcun ritorno economico e continua a perdere posti di lavoro. La situazione è drammatica, spaventosa, si legge negli occhi della gente, dei miei colleghi, degli amici. Sono in fase organizzativa sit- in sotto l'Usp di Potenza Domani, giovedì 27 conferenza dei servizi con tutti i sindaci della provincia. Il presidio continua, molti colleghi piangono, la protesta continua. Non piegheremo la testa. Mai
Paolo Fasce
Giovedi' 27 agosto alle ore 12.00 una delegazione del Comitato Precari Liguri della Scuola sarà ricevuta dalla dott.ssa Anna Maria Dominici, da pochi mesi a capo dell'Ufficio Scolastico Regionale della Liguria. Saranno presenti i prof.ri Paolo Fasce, portavoce regionale; Paolo Papa, portavoce savonese; Paolo Sinigaglia, Roberto Marras, Stefania Gastaldo. Il Comitato Precari Liguri della Scuola presenterà alla neo direttrice regionale le iniziative realizzate nell'arco dell'intero anno scolastico scorso (Sfide sul Merito, Proposta scientifica per un veloce assorbimento delle graduatorie ad esaurimento, manifesto per la scuola di tutti e altro). Verranno avanzate proposte di collaborazione per un monitoraggio sui temi della corretta attribuzione degli incarichi e degli spezzoni. I rappresentanti del comitato saranno a disposizione alle ore 11.30 in via Assarotti per interviste televisive prima dell'incontro e/o dopo l'incontro medesimo.
Salerno: precari della scuola occupano ex provveditorato
Protesta dei precari della scuola che da stamani hanno occupato la sede dell'ufficio scolastico provinciale di Salerno di via Monticelli, a Fuorni. Sette manifestanti sono saliti sul tetto della struttura, mentre è in corso un incontro tra una delegazione sindacale di base con il direttore dell'ufficio scolastico provinciale, Luca Iannuzzi. La protesta nasce per il taglio di 2000 unità previsto nella sola provincia di Salerno del personale docente e non docente nelle scuole di ogni ordine e grado. Al momento dinanzi alla sede dell'ex provveditorato agli studi sono presenti circa 150 manifestanti. Sul posto gli agenti della Digos della Questura di Salerno.
www.unionesarda.ilsole24ore.com
Agrigento
Giorno 31 Agosto 2009 ,alle ore 9.00 ,presso l' IPIA “ Fermi “ di Agrigento , in occasione delle convocazioni dei docenti di sostegno precari , si svolgerà una manifestazione di tutti i precari della scuola (docenti e ATA) della provincia di Agrigento .
Quest' anno infatti , a causa dei drastici tagli , dell' aumento sconsiderato del numero di alunni per classe ( fino a 35!!) , e di una distribuzione dei posti vacanti ai colleghi di ruolo provenienti da altre regioni o provincie , 600 precari ( tra ATA e docenti ) e le loro famiglie resteranno senza posto di lavoro dopo ,in media, 10-15 anni di servizio!
La situazione avrà sicuramente una forte ricaduta sull' economia e sulla società della nostra provincia , già in ginocchio .
Per questa ragione il movimento spontaneo e non violento dei precari della scuola invita i rappresentanti politici agrigentini ,sia della maggioranza che dell' opposizione , eletti a sindaco, alla provincia , alla Regione o al Parlamento , a presenziare alla manifestazione del giorno 31 agosto 2009 ,per assolvere al dovere di salvaguardia degli interessi dei propri elettori del proprio territorio, dovere per il quale sono stati votati ed eletti.
Fonte: http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&file=article&sid=23618
Con piacere vediamo che il nostro articolo del 12 agosto (una sintesi da noi inviata ai mezzi di comunicazione) è stato ripreso dal frequentatissimo sito di informazione scolastica www.orizzontescuola.it.
Ci uniamo all'invito di OrizzonteScuole di inoltrare la lettera ai giornali affinché finalmente i mass-media parlino di un fatto tanto grave come il licenziamento di massa di migliaia e migliaia di persone in un settore capitale come quello scolastico.

Nella calura agostana e nell'assordante e complice silenzio mediatico il Governo sta inferendo l'ennesimo colpo di mannaia al nostro povero Paese: il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica.
Ormai è certo, gli uffici scolastici hanno appena fatto i conti dei tagli alla scuola e, da settembre, ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all'esercito crescente dei senza lavoro italiani.
La Scuola viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi. Nonostante i tagli degli ultimi governi (ricordiamo ancora la scure dell'allora Ministro Moratti) nessuno in passato ha colpito così drammaticamente come la Gelmini sta facendo per seguire le direttive di risparmio di Tremonti. Oltre ai tanti docenti che resteranno a casa senza più un lavoro vanno anche considerati gli 8 mila soprannumerari, cioè professori di ruolo che saranno senza cattedra e verranno sbattuti da una scuola all'altra come supplenti.
Per l'esattezza scompariranno 10.580 cattedre alla media e 6.245 al superiore.
Tutto questo si tradurrà in una situazione fortemente penalizzante per la didattica e quindi per la qualità dell'insegnamento. Le classi avranno meno docenti ma più alunni e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede infatti che le classi dall'anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all’asilo, 27 alle elementari e 30 in medie e superiori contro una media europea di 15-20 studenti. Queste sono cifre che smentiscono il Ministro dell'Istruzione che da tempo va ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (é una vecchia cantilena di chi vuole giustificare i tagli, una vecchia mezza verità, infatti non viene spiegato che nella conta questi signori mettono anche gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, dato che il nostro è l'unico paese che ha fatto la scelta dell'integrazione dei diversamente abili nelle classi. Di fatto però le nostre sono le classi più affollate d'Europa).
In tutto questo decurtare ci saranno anche le immissioni di ruolo che i precari aspettano da anni (il passato Governo Prodi nel 2007 aveva programmato nero su bianco in Finanziaria un'immissione triennale di ben 150,000 docenti). L'attuale esecutivo ha deciso che la cifra sarà soltanto di 8.000 unità.
Un granello di sabbia nel deserto delle risposte alla scuola. Per farci un'idea: a Venezia a fronte di 109 maestri che vanno in pensione ci saranno soltanto 9 assunzioni.
La situazione è così grave che si parla di un accordo tra Ministero e INPS per una sottospecie di cassa integrazione che dovrebbe garantire meno della metà dello stipendio alle migliaia di questi lavoratori (anche come cassa integrati gli insegnanti risultano sempre lavoratori figli di un dio minore).
Mentre i media si concentrano sulla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti, mentre tutti i telegiornali riportano la decisa condanna della chiesa della sentenza del TAR Lazio che preclude gli scrutini agli insegnanti di religione ed esclude l'ora di religione dalla valutazione globale degli studenti (dopo mesi di torpore la Santa Sede torna a condannare), nel pieno di tanta distrazione, vengono di fatto licenziati migliaia e migliaia di docenti con laurea e abilitazione all'insegnamento, e i nostri giovani si troveranno sempre più ammassati in classe con sempre meno professori.
Ma nessuno parla di questo, la notizia dell'ultima ora è il ricorso del Ministero contro la sentenza del TAR Lazio sugli insegnanti di religione. Quando migliaia di docenti precari vengono cacciati dalla scuola la preoccupazione della Gelmini è ricorrere a favore dei colleghi di religione che non rischiano nulla (i maligni già suggeriscono che questo è uno degli oboli che il Governo deve pagare al Vaticano per aver taciuto quello che i difensori della morale non avrebbero dovuto far passare sotto silenzio).
A Milano 4 operai dell'INNSE, una fabbrica che rischiava di chiudere, sono saliti su una gru e ci sono rimasti fino ad ottenere il salvataggio della loro fabbrica e del posto di lavoro di 49 persone. Tutti i giornali parlano di questi 49 posti di lavoro.
Contemporaneamente 20.000 lavoratori del più importante dei comparti del paese, la scuola, di cui 16.000 insegnanti, perderanno il lavoro e nessuno alza la voce.
Il pensiero del Ministro dell'Istruzione in queste ore non va a quelle migliaia di professori precari che perderanno il lavoro, la sua preoccupazione è affermare: “L'ordinanza del Tar tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie a e di serie b. Al contrario ritengo che il ruolo degli insegnanti di religione vada accresciuto e valorizzato”.
E i docenti precari che verranno cacciati via il mese prossimo cosa sarebbero? Docenti di serie c?
Il Ministro lo sa che i precari di religione sono gli unici tra i docenti precari ad avere gli scatti di anzianità?
Questo è davvero uno strano paese.
Zanzara Nunveregghepiù
Un altro anno passato senza ancora conoscere i mandanti politici dell'omicidio di Paolo Borsellino e della sua scorta.
Le indagini sono state recentemente riaperte e quello che da anni racconta il fratello di Paolo finalmente verrà ascoltato dai magistrati. Ma se si dovesse indagare fino in fondo troppi signori che oggi siedono in Parlamento dovrebbero ammettere le loro responsabilità.
Purtroppo sappiamo bene che i poteri forti in questo strano Paese permettono solo quello che vogliono, quindi ci limitiamo a sperare che sempre più persone si ispirino al gesto meraviglioso di correttezza morale e professionale di Paolo Borsellino affinché un giorno la minoranza onesta dell'Italia possa diventare maggioranza.
Ciao Paolo,
da un Paese che ancora non ti merita.
Ieri è stata la Giornata Mondiale dell'Ambiente
tranne un interessante documentario andato in onda in prima serata su La7 per il resto le televisioni italiane hanno ignorato quasi del tutto la ricorrenza.
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Oggi è il World Environment Day 2009. E' un'iniziativa dell'UNEP. il programma ambientale delle Nazioni Unite, per sensibilizzare i popoli del mondo sui temi dell'ambiente. Il tema di quest'anno è"Your planet needs you!"
Ne ho parlato nel 2006 , 2007 e 2008. Che dire di nuovo?
In Italia la consapevolezza ambientale cresce a un ritmo insostenibilmente lento. Non basta chiudere l'acqua mentre si lavano i denti, stampare fronte e retro e spegnere la luce quando si esce... vogliamo fare qualcosa di più incisivo?
Cambiamo abitudini alimentari: riduciamo i consumi di carne e prodotti animali , preferendo le proteine vegetali. Teniamo un diario dei nostri consumi di carne e vediamo in quanto tempo riusciamo a ridurre i consumi almeno del 50%.
Usare meno l'auto e più la bici. Teniamo un diario delle nostre percorrenze e scopriamo il momento in cui le distanze percorse in biciclettano superano quelle dell'automobile.
Rendere la casa a emissioni zero (o almeno zero virgola...). Se siete proprietari di una casa monofamiliare potete seguire i dieci consigli di Luca Lombroso per realizzare Casa Kyoto . Se siete in condominio potete iniziare a proporre:
Fonte: http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/06/giornata-mondiale-dellambiente-2009.html
Questo sulla TV tedesca: